“Tra sogno e realtà”. Intervista all’artista Virginia Mori

Pubblicato: 19 febbraio 2015 in Arte e Illustrazione
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Artista, disegnatrice, illustratrice e animatrice italiana di fama internazionale, Virginia Mori è conosciuta per le sue fantasmagoriche illustrazioni create con la penna bic, ricche di fantastiche visioni, di sogni e interpretazioni del suo vissuto.

Nata a Cattolica nel 1981, Virginia studia al Liceo Scientifico di Pesaro e frequenta con successo il biennio di Perfezionamento in Cinema d’Animazione e Illustrazione all’Istituto Statale d’Arte di Urbino, dove potenzia le sue doti artistiche in questo campo realizzando le prime opere illustrative e i primi corti di animazione tradizionale, come il cortometraggio Pagina 16”.

Partecipa a diversificati e significativi eventi artistici nazionali e internazionali. Dal 2008 vince importanti premi, come il concorso indetto da “Sentieri Selvaggi” con l’animazione Sfiorarsi”, e il facoltoso premio “SRG SSR Idée Suisse” all’Annecy Call for project che le permette di realizzare il suo poetico corto d’animazione “Il gioco del silenzio” (matita su carta, 2009, 5’00’’), video a sua volta ultra premiato nel 2009 da “Qualità FriulAdria” (presso la rassegna “FilmMakers”, Pordenone, Chiostro Ex Convento San Francesco) e durante il “Best experimental film” al Flip Animation in Gran Bretagna, con una “Menzione speciale” ad Animateka in Slovenia nel 2010.

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Virginia Mori

Virginia Mori, Lotta, penna bic su carta, 2011

Virginia Mori, “Lotta”, penna bic su carta, 2011

Virginia Mori, Aspira, penna bic su carta, 2011

Virginia Mori, “Aspira”, penna bic su carta, 2011

Attualmente l’artista vive e lavora a Pesaro, e collabora con il collettivo Withstand, con il quale realizza le illustrazione del video “Walt Grace’s Submarine test” (di John Mayer, regia di Virgilio Villoresi, 2014), e del libro “Vento” (di Villoresi e Mori, curato da Withstand Books), dove le immagini all’inizio statiche prendono “magicamente” vita nelle mani del lettore.

Dal libro Vento   Libro Vento

Virginia Mori crea illustrazioni fantastiche e surreali partorite dalla sua creatività, il suo immaginario e i suoi sogni mediante l’ausilio di un medium comune come la penna bic, che nelle mani dell’artista diventa uno strumento efficace più di un pennello, che le permette di raggiungere effetti senza pari.

L’artista narra con decisive qualità di storyteller non solo i vissuti personali ma cerca di far ravvisare in quelle storie i vissuti degli spettatori, andando così a moltiplicare le storie e la forza del racconto insito in ogni disegno.

Virginia Mori, Buco, Penna bic su carta, cm 20x14

Virginia Mori, “Buco”, Penna bic su carta, cm. 20×14

Virginia Mori,

Virginia Mori, “Divano”, penna bic su carta, 2012

A mio avviso alcune figure disegnate dall’artista sembrano fuoriuscire di getto da un’interiorità in frammenti fino a visualizzarsi su carta, altre invece sembrano entrare nella mente dell’artista dall’esterno, dove vengono ricodificate nel linguaggio surreale dei sogni e dell’inconscio, per poi fuoriuscire sul supporto con tutta la loro potenza e il loro carico di messaggi significativi.

Le sue opere commuovono le menti e i cuori più sensibili, forse shockano perché inquietano rimanendo però sempre così eleganti, misteriose, a volte tristi. Il senso di solitudine che sprigionano è notevole ed immenso, le figure partecipano con tutto il loro bagaglio di sentimenti e messaggi simbolici in un mondo creato ad hoc per loro nel quale l’esterno sembra tagliato fuori e dove non si ha la consapevolezza di chi accoglierà quei messaggi.

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Virginia Mori, “Problemi di mira”, penna bic su carta, 2012

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Virginia Mori, “Lettotrafitto”, 2013, penna bic su carta, courtesy l’artista

Animata da questo senso di abbandono e solitudine, ma anche di speranza, decisi di scrivere per la rivista Iperarte con cui collaboro un pezzo su Virginia Mori nella sezione Magico e Surreale. Ma la mia voglia di conoscere quest’artista non si esaurì qui, perciò più avanti decisi di indagare in profondità la mente artistica di Virginia, chiedendo direttamente a lei di rispondere alle mie domande.

Questa intervista vuole rispondere alle mie curiosità, alle mie riflessioni riguardo questi dipinti che suscitano in me forti emozioni contrastanti, per il loro essere silenziose, per il senso di frammentarietà, ma anche perché, come tutti i visitatori assorti nella loro visione, mi riportano alla mente in maniera malinconica i miei vissuti personali strettamente intrecciati alla scoperta di quest’artista, a me ignota, durante una bellissima sera di luglio o forse di giugno.

Questa intervista è quindi per me un punto di chiusura personale e mentale con i miei ricordi ma anche un punto di apertura nei confronti dell’operato artistico di Virginia da me tanto ammirato.

Ringrazio perciò l’artista per la sua estrema disponibilità nei miei confronti e per aver risposte alle mie numerose e lunghissime domande.

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Cominciamo dal principio:

Chi è Virginia Mori?

Una disegnatrice e un’animatrice che usa prevalentemente penne bic e matite.

Quando è nata la voglia di disegnare e di voler esprimere con le illustrazioni la tua interiorità?

Ho sempre disegnato sin da quando ero piccola, da adolescente copiavo manga e cartoni giapponesi, dopo il diploma presso il liceo scientifico mi sono iscritta al corso di perfezionamento in animazione e illustrazione della scuola del libro di Urbino, da lì ho iniziato a sviluppare una  ricerca e uno stile personali

Cosa ti spinge a visualizzare un’opera? Come avviene un tuo processo creativo?

A volte sono sogni, a volte sono trasposizioni metaforiche di eventi e sensazioni che ho vissuto

Le tue illustrazioni appaiono così “silenziose” in un’atmosfera irrealmente inquietante nello spazio vuoto del foglio, ma anche, a volte, rassicurante tra le quattro mura di un interno disegnato. Anche tu preferisci essere circondata dal silenzio quando disegni e crei le tue illustrazioni?

Si riesco a lavorare bene nel silenzio e nella solitudine.

Le tue figure, a mio avviso, sembrano dei messaggeri diretti della tua anima, delle tue paure, preoccupazioni, ma anche delle tue emozioni e forse, ma dirò a volte evidente in alcuni dettagli, anche delle tue esperienze reali, trasformate e tradotte nel linguaggio dell’inconscio e del sogno. Quanto della tua interiorità e delle tue fantasie c’è nelle tue figure? Quanto delle tue esperienze reali?

Non sono sempre espressioni di eventi accaduti a me, a volte sono rappresentazione di comportamenti e sensazioni comuni che osservo e in cui l’osservatore può ritrovarsi.

Più volte hai affermato che le ragazze dai lunghi capelli neri protagoniste delle tue così magiche illustrazioni sono sia una rappresentazione di te stessa, direi quasi diverse personalità di un medesimo carattere, che un mezzo per raggiungere ad esteriorizzare la tua idea di base. Quali concetti di fondo animano le tue opere? Quali sono le idee che maggiormente vuoi far fuoriuscire da queste donne dai tratti irreali?

Non saprei rispondere in quanto, anche se apparentemente simili e con elementi ricorrenti, ogni disegno ha una sua idea unica da rappresentare, non riesco quindi a dare indicazioni generali purtroppo

In alcune tue opere è disegnato un letto, a volte silenziosamente vuoto, altre volte culla di qualcuno intento a dormire e sognare fuori dal mondo. Che simbolo o che significato associ al letto vuoto-pieno?

I simboli che utilizzo sono trasversali, a seconda del disegno assumono significati diversi e non unici. Riguardo al letto in particolare a volte può essere associato al sogno, a volte può sembrare una prigione a volte una bara, a volte e’ semplicemente un letto…

La penna bic, spesso nera, è la tua tecnica privilegiata che rende conosciute internazionalmente le tue fantasmagoriche illustrazioni. Hai affermato in altre occasioni di essere quasi nata con la bic in mano, e il suo utilizzo è stato praticamente un processo naturale per te. Usi fare abbozzi preparatori o utilizzi questa tecnica perché esteriorizza nell’immediato quello che hai in mente? Credi che questa tecnica così specifica riesca ad esprimere meglio di qualunque altra quello che vuoi rappresentare e il messaggio che vuoi far arrivare?

In generale non do’ molta importanza alla tecnica, per questo il fatto di disegnare con la Bic lo considero più istintivo che frutto di una scelta, quello che mi interessa è l’idea. All’inizio disegnavo direttamente con la Bic, ora per i disegni più complessi realizzo bozzetti a matita, realizzo schizzi anche perché spesso non ho subito il tempo di realizzare il definitivo e il bozzetto è un modo per fissare l’idea.

Il tuo corto d’animazione “Il gioco del silenzio” (matita su carta, 2009, 5’00’’), ultra premiato e selezionato a vari festival internazionali è, a mio parere, un’opera che dimostra la tua bravura come illustratrice e la tua dedizione nell’animazione, nonché una tua personale ed estremamente intima visione del mondo, in questo caso una rivisitazione di un “gioco” citato da bambini. Le figure sembrano quasi danzare tra i vari passaggi di uno still ed un altro e, ad un occhio attento, si vede un particolare nonché minuzioso lavoro manuale dietro, privo dell’uso delle tecnologie, che riesce a donare, a mio avviso, anche quella leggerezza e senso di simbolica rarefazione. Quanti disegni circa sono serviti per visualizzare l’intera animazione? Qual’é stata l’idea iniziale e quale il messaggio che volevi trasmettere che ti hanno portata a pensare e visualizzare quest’opera?

I disegni che compongono il gioco del silenzio sono circa 2000.

L’idea principale è quella di rappresentare il cambiamento e la mutazione personale attraverso le scelte.

Quanto tempo ci vuole per creare le tue illustrazioni e quante per completare le tue animazioni?

Un illustrazione complessa mi può impegnare due o tre giorni, la mia ultima animazione mi ha impegnato un anno intero.

Nel libro Vento, realizzato da te e Virgilio Villoresi e curato da Withstand Books, le tue illustrazioni all’inizio statiche prendono “magicamente” vita nelle mani del lettore, creando una propria storia e rafforzando a mio parere quella stretta relazione che sussiste tra le tue immagini, che evocano, già nelle linee e nell’andamento, l’attuazione di un gesto (quasi fermato  nel tempo), e il movimento stesso. Inoltre la tecnica pre-cinematografica, nello specifico in ombro cinema, con cui il libro è stato creato per simulare l’illusione di movimento dona alle tue illustrazioni e all’opera generale un qualcosa di surreale e appunto senza tempo. Come mai avete pensato di utilizzare questa tecnica?  Come è avvenuta la tua collaborazione con Villoresi e la Withstand Books? Pensi di continuare a produrre questi bellissimi “libri d’artista”?

La collaborazione  con Virgilio e’ iniziata nel 2013 quando mi ha chiamato per realizzare i disegni del videoclip di John Mayer, “Walt Grace’s Submarine test”, in questo video Virgilio ha deciso di sperimentare questa tecnica precinema chiamata ombrocinema, il risultato positivo ottenuto ci ha poi spinto in seguito a realizzare insieme anche il libro Vento, realizzato e pubblicato grazie a Withstand la casa di produzione dello stesso video di Mayer.

È stata una bellissima esperienza e spero di avere la possibilità di fare altri libri come questo.

Il lavoro o la mostra di cui sei più orgogliosa

Non saprei, dipendono dal periodo, tutti e nessuno.

Quali sono, se ci sono, gli artisti che ti hanno ispirato?

Tantissimi, non saprei elencarli tutti…alcuni che mi vengono in mente ora: Dore’, Gorey, Matticchio, Ricci, Giandelli, Catani, Ceccoli, Caesar, Paradjanov, Cerri, Guidi…..

Quale opere d’arte fatte da altri artisti avresti voluto fare tu?

Non saprei proprio

Qual è il tuo hobby?

Disegnare

Se non fosse diventata una bravissima illustratrice cosa sarebbe oggi Virginia Mori?

Purtroppo non ho un piano B.

Intervista di Daisy Triolo


Sito dell’artista: http://virginiamori.tumblr.com

La Blu Gallery, Galleria di Arte Contemporanea di Bologna tratta questa fantastica artista. Visitate il sito!  http://www.blugallery.it/artisti/virginia-mor/2422


Opere


Video animazioni: http://virginiamori.tumblr.com/video

Il gioco del silenzio

Libro Vento, di Villoresi e Mori curato da Withstand Books

Videoclip di John Mayer, “Walt Grace’s Submarine Test” diretto da Virgilio Villoresi/ illustrazioni Virginia Mori

Verderame, Rachele, animazione Virginia Mori

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