Piccoli bizzarri mondi. I Post-it di John Kenn Mortensen

Pubblicato: 16 giugno 2014 in Arte e Illustrazione
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“Sono nato in Danimarca nel 1978. Scrivo e dirigo programmi per bambini, sono padre di due gemelli e non ho molto tempo per altre cose. Quando ce l’ho, disegno mostri sui Post-it. È la mia finestra aperta su un altro mondo, fatto di carta per ufficio”.

Così si presenta John Kenn Mortensen nel suo blog ufficiale, riuscendo in poche semplici frasi a racchiudere tutto se stesso in maniera diretta e colloquiale, a far avvicinare il pubblico e a farlo entrare nel suo mondo, fatto di vita vera e costellato di immagini partorite dalla sua fantasia.

John Kenn è uno sceneggiatore e regista danese, conosciuto per Fishing with Spinoza (2007), Restaurangutang (2011) e Carsten & Gittes Vennevilla (2009), nonché artista di grandi doti. Nei ritagli di tempo libero, tra i suoi impegni lavorativi e quelli di padre di famiglia, si diletta a disegnare mostri su comuni materiali da ufficio: i Post-it.

Apparentemente anonimi e privi di valore artistico, solitamente usati per appunti veloci, i Post-it acquistano una vita nuova nelle mani di John Kenn, entrando nel rango di piccoli ma splendidi supporti per disegni ai confini della realtà. Il piccolo e allungato spazio diventa quindi lo scenario privilegiato entro cui l’artista genera le sue visioni. In un’intervista del 2010 l’artista sostiene che ha deciso di iniziare questo progetto perché “non vorrei morire. So che è una risposta stupida, ma devo solo disegnare e devo raccontare storie e devo farlo in fretta, e facendo in questo modo sui post-it posso ottenere tutto in fretta”. “Post-it Monsters”, bellissimo libricino edito da Elliot (2012), riproduce i suoi Post-it a grandezza naturale (in scala 1:1) dove si possono cogliere tutti i fantastici dettagli.

Sullo sfondo giallo, la penna di Mortensen da vita ad immagini inquietanti senza tempo dove, sullo sfondo di paesaggi bucolici, focolari domestici e distese marine, i mostri diventano i protagonisti assoluti. Grandi, possenti, con caratteristiche particolarmente significative, bizzarre, a volte ricorrenti, i mostri di Kenn assumono lo statuto di immagini fantasmagoriche che infestano ogni piccola rassicurante scena, si aggirano un po’ cattive e un po’ spaesate e incuriosite, creando paura ma anche tenerezza e pena. Spuntano dall’ombra, tra gli alberi, da distese collinari, dagli abissi marini o sono nascosti fuori piccole casette di legno, che ricordano quelle delle fiabe, per terrorizzare piccolissime persone, per lo più bambini. Delle volte si presentano in maniera epifanica su un sfondo che sembra creato apposta per accoglierli. Bocche larghe, denti appuntiti e all’infuori, orecchie grosse, testoni pelati, corpi a volte grossi e pelosi, a volte secchi e ossuti, occhi tondi, vuoti, bianchi, spauriti, inquietanti, quelli che più di ogni altra cosa mi affascinano.

La bravura di John Kenn non sta solo nel suscitare un’espressione di ammirazione nell’osservatore per la fantasia e la magia che pervade i suoi Post-it artistici, ma anche e soprattutto per l’estrema minuzia di particolari, considerando le dimensioni dei supporti. Tutti quei chiaroscuri, creati tratto a tratto da una penna probabilmente a china dalla punta finissima, delineano non solo le forme degli oggetti ma anche l’intera storia, un chiaroscuro quindi particolarmente funzionale all’atmosfera della narrazione, dove ogni piccolo tratto assume una caratteristica dell’animo dei personaggi. I cieli a volte limpidi, a volte oscuri, sono “dipinti” da fini tratti tondi, uno accanto all’altro, in progressione, che mi riportano alla mente (nonostante la forte differenza di tecnica e di periodo) le pennellate colorate e tondeggianti di Van Gogh.

La visione delle opere di Mortensen lascia storditi, dal piccolo foglio si palesa uno storytelling pazzesco, dove l’artista fa fuoriuscire il suo lato da scrittore. Kenn nell’intervista del 2010 sostiene che per le proprie opere si ispira agli incubi dei bambini, alla letteratura e al folklore. Stephen King viene messo dall’artista come maggiore fonte di ispirazione sia per il modus operandi che per la ricchezza delle storie, inoltre aggiunge ai suoi “big” anche lo statunitense H.P. Lovecraft, riconosciuto tra i maggiori scrittori di letteratura horror. Le immagini inoltre sono anche ispirate, come più volte ribadisce l’artista stesso, alle atmosfere grottesche e dark dell’ illustratore americano Edward Gorey, dove in effetti si può notare una stretta somiglianza di impaginato e di chiaroscuro, e un po’ anche, ammette l’artista, ai primi film di Tim Burton, come “Beetlejuice” e “Edward Mani di Forbice”.

Non c’è niente di meglio prima di dormire, secondo il mio punto di vista, dell’osservare opere del genere, perché se non suscitano terrore all’istante, fermentano durante la notte, facendo fuoriuscire la parte più oscura della nostra psiche, della nostra immaginazione, del nostro essere bambini, generando in noi, però, una consapevolezza della nostra forza.

“Disegnare è solo qualcosa che ho fatto tutta la mia vita fin dall’inizio. Non sono uno scrittore o narratore professionalmente preparato, ma credo che sia qualcosa che ho fatto per tutto il tempo da quando mi ricordo”

John Kenn Mortensen (2010)

Daisy Triolo

 

 

Seguite l’artista sulle maggiori piattaforme web.

Il suo blog personale:

http://johnkenn.blogspot.it

Le immagini:

http://www.tumblr.com/tagged/john-kenn-mortensen

http://www.pinterest.com/kitskyy/john-kenn-mortensen

https://www.facebook.com/pages/John-Kenn-Mortensen-Fan/187366434622180

http://www.mohs.dk/office-space-and-beyond

 

Vi lascio con un bellissimo video, storia e animazione firmata Mortensen.

 

 

 

 

 

 

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